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Addio al contrassegno sul parabrezza e al certificato di proprietà cartaceo

E’ iniziato ad aprile 2015 il processo di dematerializzazione dell’assicurazione auto, che porterà ad eliminare gradualmente il tagliando dell’assicurazione auto dai parabrezza. Infatti, dal 18 ottobre 2015 non sarà più obbligatorio esporre il contrassegno cartaceo per dimostrare di essere in regola con il pagamento della RC Auto.

La prima tappa del percorso è partita il 18 aprile 2015, data entro la quale le compagnie assicurative hanno inserito in un’unica banca dati elettronica Ania, denominata Sita (Sistema integrato targhe assicurate), tutte le informazioni riportate negli attestati di rischio (il documento che attesta la classe di appartenenza dell'assicurato ed il numero dei sinistri negli ultimi anni), affinché l’aggiornamento sulla situazione assicurativa di ciascun cliente sia a disposizione della Motorizzazione Civile in tempo reale.

Il processo ha avuto un secondo step, ossia l’introduzione del nuovo attestato di rischio elettronico. Infatti, dal 1° giugno 2015 è sparita la vecchia documentazione cartacea e gli assicurati hanno ricevuto o riceveranno per via telematica (posta elettronica, App per smartphone o tablet/dispositivi multimediali), almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto, l’attestato di rischio elettronico, che verrà depositato in una banca dati gestita dall'Ania (l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), sotto il controllo dell'Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni).

Naturalmente, coloro che non hanno molta dimestichezza con il mondo virtuale, ed hanno quindi difficoltà a trovare il documento messo a disposizione nell’area dedicata, sul sito dell’assicurazione (“home insurance”), potranno richiederne la stampa alla propria compagnia assicurativa; mentre chi decide di cambiare assicurazione non dovrà più inviare l’attestato di rischio alla nuova compagnia, ma sarà quest’ultima a prelevarlo direttamente attraverso la banca dati. Soltanto nel caso in cui la compagnia d’assicurazione non provveda in tempo a mettere a disposizione l’attestato di rischio elettronico, l’assicurato dovrà farne richiesta alla compagnia stessa tramite una raccomandata A/R, ricordandosi di specificare il numero della polizza e la relativa scadenza. Inoltre, nel caso di polizza stipulata presso un intermediario (agente, broker), è possibile richiedere la stampa dell’attestato di rischio senza l’applicazione di costi.

Tale procedura, sempre secondo l’Ivass, favorirà le comunicazioni tra assicurati e compagnie assicurative, e soprattutto contrasterà i casi di falsificazione e frodi.

Il terzo e fondamentale passaggio, di questo percorso di dematerializzazione dei documenti assicurativi, è previsto il 18 ottobre 2015, quando, come da decreto ministeriale n. 110 del 9 agosto 2013,  sparirà il contrassegno dal parabrezza, sostituito dal tagliando elettronico, che gli assicurati riceveranno con le stesse modalità del nuovo attestato di rischio. L’automobilista, quindi,  non avrà più  l’obbligo di esporlo, ma potrà conservarlo per comprovare il pagamento dell’assicurazione.

I controlli saranno effettuati tramite la lettura elettronica della targa del veicolo, con i dispositivi Targa System, che, in pochi secondi, permetteranno ai vigili e agli agenti della Stradale di verificare i dati presenti nei database delle Forze dell’ordine, del Ministero dei Trasposti e della Motorizzazione Civile, al fine di accertare se la vettura sia o meno in regola. Per tal motivo, il Ministero dei Trasporti e dello Sviluppo Economico ha previsto che entro il 18 ottobre 2015, tutti i dispositivi elettronici presenti sulle strade (tutor, autovelox e telecamere delle zone ZTL) vengano omologati per poter trasmettere i dati esatti di ciascun veicolo.

             

Prodotto dalla vicentina Game Club s.r.l. e distribuito dalla GA Europa Azzaroni, il Targa System funziona sia di giorno che di notte, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche o di scarsa visibilità, e può essere installato anche sulle telecamere di videosorveglianza fisse, integrando il sistema di rilevamento già presente.

Il meccanismo di controllo è semplice: il dispositivo, in grado di leggere targhe italiane e straniere su ambo i lati della carreggiata, anche a velocità superiori ai 150 km/h,  memorizza la targa del veicolo e la invia alla banca dati condivisa; in poco più di qualche secondo, sarà possibile verificare se la vettura è in regola sia con il pagamento della RC Auto, sia con il bollo e la revisione. Inoltre, si possono verificare il probabile furto, il fermo amministrativo e l’eventuale inserimento del veicolo in black list. In caso di irregolarità, il software rileva l’anomalia e segnala in tempo reale ad una pattuglia, posta a valle del sistema, quale veicolo fermare e che tipo di infrazione è stata individuata.

Questo nuovo sistema di controllo telematico è già attivo da tempo, in via sperimentale, in diversi Comuni italiani ed in caso di infrazione viene applicata la relativa sanzione, con invio della multa a domicilio: gli importi variano da 841 euro fino a 3.287 euro, oltre al sequestro del veicolo, che verrà restituito entro 60 giorni se il proprietario paga la sanzione, le spese di custodia, di trasporto e un premio assicurativo di almeno sei mesi.

      

Tale sistema di controllo, definito infallibile, sarà dato in dotazione a circa 100 corpi di Polizia Locale entro fine anno ed ha lo scopo di combattere la piaga delle auto e delle moto che circolano senza assicurazione o con assicurazioni false, stimate dall’Ania in circa 4 milioni di veicoli, oltre che a ridurre i costi legati alle polizze assicurative, che risultano essere le più alte di tutta Europa.

Tutto questo comporterà anche la modifica del Codice della strada, come spiega Rossella Sebastiani, responsabile normativa auto di Ania: “In base alla normativa attuale, i sistemi di controllo del traffico dove non c’è presenza umana, come appunto gli autovelox, non possono essere impiegati per sanzionare chi non è assicurato, se contemporaneamente non viene commessa un’altra infrazione, per esempio l’eccesso di velocità. È necessario mettere mano al testo, se vogliamo che, a ottobre, i nuovi sistemi possano portare ai risultati che ci aspettiamo”. I codici sui quali il Governo dovrà intervenire sono il 193 sull’obbligo dell’assicurazione di responsabilità civile, con una norma specifica che consenta l’utilizzo diretto di queste apparecchiature, e il 181 sull’obbligo di esposizione dei contrassegni per la circolazione.

Insomma, sarà una specie di “Grande Fratello assicurativo” contro gli atti illeciti, anche se si sa che per alcuni “fatta la legge, trovato l’inganno”. Ma il Governo, le compagnie assicurative e le Forze dell’Ordine si stanno impegnando per porre fine a questi “evasori RCA”, che per non pagare l’assicurazione mettono a duro rischio la vita propria e quella degli altri, diventando dei potenziali pirati della strada: infatti, in caso di incidente procurato, potrebbero fuggire per evitare di incorrere in sanzioni.

C’è anche da augurarsi che le compagnie assicurative inseriscano in modo corretto i dati degli assicurati, onde evitare spiacevoli inconvenienti, per i quali non si sa ancora se sarà possibile fare ricorso e come. Nel frattempo, il bravo automobilista dovrà continuare ad esibire il tagliando sul parabrezza, fino a quando non sarà avvisato della nuova prassi dalla propria compagnia di assicurazione: la mancata esposizione del contrassegno è sanzionabile con una multa che va dai 25 ai 99 euro.

Resta comunque la necessità di portare nella vettura il certificato di assicurazione (ovvero il documento ufficiale che attesta l'esistenza della copertura assicurativa RCA), da esibire in caso di incidente. In alternativa, si può chiedere la polizza e la quietanza di pagamento. Per circolare nei paesi dell’Unione Europea (oltre ad Andorra, Svizzera e Serbia) sarà sempre obbligatorio il certificato di assicurazione, mentre nei Paesi extra UE rimane l’obbligo della carta verde. Per capire meglio queste novità, l’Ania ha divulgato anche una guida pratica per gli automobilisti "Rc Auto 2.0: addio tagliando di carta", disponibile in pdf a questo link http://www.ania.it/export/sites/default/it/pubblicazioni/Dossier-e-position-paper/RC-Auto-2.0-Addio-tagliando-di-carta.pdfe scaricabile sul sito istituzionale dell'associazione.

Ma il processo di dematerializzazione dei documenti auto e delle assicurazioni non finisce qui. Infatti, da oggi, 5 ottobre 2015, il certificato di proprietà dei mezzi di trasporto dovrebbe diventare digitale, trasformandosi in una serie numerica o alfanumerica, in un codice e in una password per accedere ad un’area riservata, contenente le informazioni finora presenti nel libretto. Lo ha reso noto Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI: “Da ottobre e progressivamente fino al dicembre 2016 tutte le 5.500 agenzie che effettuano l’intermediazione tra il Pra e i cittadini provvederanno a rendere virtuale il certificato di proprietà, che manterrà la sua funzione giuridica: agli automobilisti sarà sufficiente collegarsi al sito con la propria targa per visualizzarlo”. Damiani ha anche affermato che “la digitalizzazione e la smaterializzazione del certificato di proprietà pone l’ACI tra le prime pubbliche amministrazioni in grado di dare attuazione a quanto richiesto dal Governo con l’agenda digitale, rendendo al tempo stesso la vita più semplice agli automobilisti”.

In pratica, a chi acquista un veicolo o effettua un passaggio di proprietà, verrà rilasciata dal PRA una ricevuta dell’avvenuta registrazione, che contiene un codice personale per poter visualizzare il certificato di proprietà, conservato sui server dello stesso PRA, eliminando così i rischi di furto o smarrimento.

La novità anticipa di fatto il decreto legislativo di attuazione della Riforma Madia, che porterà ad un unico documento con i dati sia di proprietà, sia di circolazione autoveicoli, motoveicoli e rimorchi (previsto dal luglio 2016). Naturalmente, si comincerà dai documenti di proprietà nuovi, dei veicoli appena immatricolati, per poi procedere a ritroso.

Nel pacchetto di decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione, dovrebbe rientrare anche l’istituzione del libretto unico, che sostituirà quello rilasciato dal PRA (Pubblico registro automobilistico, gestito dall'ACI) e dalla Motorizzazione Civile.

Insomma, il passaggio dal cartaceo all’universo del web permetterà non solo di risparmiare tonnellate di carta, tempo e denaro per la gestione, ma dovrebbe anche snellire e agevolare le pratiche burocratiche e, soprattutto, impedire ai disonesti di operare contraffazioni.

 

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