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WALTER DE' SILVA, ONORE A UN GRANDE DESIGNER

Correva l’anno 1999. Una mattina ad Arese squillò il telefono nell’ufficio di Walter de’ Silva, responsabile del Centro Stile Alfa Romeo. All’altro capo del filo c’era Ferdinand Piëch, allora numero uno del Gruppo Volkswagen. La proposta che gli fece lo lasciò senza fiato: diventare il responsabile dello Stile Seat a Barcellona, in Spagna.

De’ Silva prese tempo: doveva prima sentire il capo del Gruppo Fiat, Paolo Cantarella. I rapporti tra loro due non erano idilliaci, soprattutto de’ Silva soffriva per il progressivo smantellamento di Arese, dove di lì a poco sarebbero rimasti operativi, in pratica, soltanto il Centro Stile insieme al Museo Alfa Romeo. Una cattedrale nel deserto, insomma.

Chiese ed ottenne un incontro privato con Cantarella a Torino. “Mi hanno chiesto di andare alla Seat - disse più o meno de’Silva - ma io vorrei rimanere con voi, lei sa quanto sono affezionato all’Alfa e all’Italia. Mi faccia un’offerta”.

La risposta di Cantarella lo gelò: “Buona fortuna”.

Fu così che un altro grande designer, dopo Bruno Sacco andato alla Mercedes-Benz, lasciò l’Italia per andare a mettere il suo genio creativo a disposizione di un costruttore straniero.

Anche il benvenuto di Piëch fu particolare: “Lo so che hai nel cuore le Alfa, ma da oggi disegnerai le Seat”. E de’ Silva lo fece talmente bene da diventare via via responsabile anche dello stile Audi e poi di tutto il Gruppo Volkswagen. E le Audi disegnate sotto la sua supervisione sono auto memorabili, specie adesso che Walter de’ Silva se ne va in pensione. Lui era solito dire: “Per capirla, un'auto va accarezzata. Va lavata. Quando c'è qualcosa che non mi torna di un modello, chiudo gli occhi e lo tocco, lo sento…”.

Ma facciamo un passo indietro. Nato a Lecco il 27 febbraio 1951, inizia la sua carriera professionale nel Centro Stila Fiat a Torino nel 1972. Nel 1975 passa allo studio di Rodolfo Bonetto a  Milano, dove si occupa essenzialmente di progetti di design nell'ambito dell’arredamento di interni. Nel 1979 torna in Piemonte, dove fino al 1986 rimarrà all’I.De.A. Institute, prima di essere assunto all’Alfa Romeo.

Qui si fa portavoce di uno stile innovativo nell’ambito del design, dedicandosi in particolare al frontale e al classico trilobo, storico stilema tipico delle Alfa. Tra i modelli progettati sotto di lui vanno ricordati 155, 145, 146, GTV, la Spider del 1995, 156 e 147 (le ultime due premiate come Auto dell’anno).

Nel 1999 come abbiamo detto lascia il Gruppo Fiat e si trasferisce a Barcellona: la notizia è clamorosa e molti giornalisti italiani dell’automotive andranno ad intervistarlo. Alcuni, attenti osservatori, scopriranno che anche in Spagna era riuscito a procurarsi le sigarette Nazionali col filtro, di cui all’epoca era un accanito fumatore. A lui si devono le nuove Ibiza, Córdoba, León e Toledo oltre all’Altea. Il muso con i trilobi richiama le Alfa, ma l’effetto estetico è comunque notevole, al punto che nel 2002 de’ Silva viene chiamato in Germania e nominato capo designer della holding Audi, occupandosi sia dei modelli con i quattro anelli che delle Seat, assumendo inoltre la stessa carica anche in Lamborghini, Casa per la quale crea subito un proprio centro stile affidato a Luc Donkerwolke.

In quello stesso anno, disegnando la nuova A6, de’ Silva rivoluziona la mascherina frontale Audi con l'avvento del Single Frame (o Monoframe). Una soluzione stilistica originale, ispirata alle Auto Union Type C guidate da Hans Stuck negli Anni 30: poi verrà applicata poi con successo come “family feeling” a tutti i modelli di Ingolstadt.

Nel 2005, col trasferimento di Donckerwolke alla Seat (dove sostituisce proprio de’ Silva come capo designer), il designer italiano va a curare direttamente anche lo stile di Lamborghini; la prima vettura disegnata per questa Casa è la Miura Concept. 

Dal gennaio 2007 diventa capo del Centro Stile Volkswagen Group, supervisionando lo stile di tutti i sette marchi del gruppo (Audi, SEAT, Lamborghini, Škoda, Bentley, Bugatti e Volkswagen, cui si aggiunge nel 2010 anche la Porsche. Nello stesso anno disegna quella che è da lui ritenuta la sua miglior realizzazione, l’Audi A5, con cui vince il Design Award 2010, il più importante premio del settore in Germania. Tra il 2008 e il 2011 reinventa invece due icone Volkswagen, ovvero la Golf, disegnata con Flavio Manzoni e Klaus Bischoff e la Beetle, quest'ultima creata sempre assieme a Bischoff. Intanto nel 2009 segue la supervisione della nuova Polo (auto dell’anno 2010) e nel 2011 disegna la sua prima city car, la up!

 

Sempre nel 2011 l’Associazione per il Disegno Industriale gli consegnerà un prestigioso premio: il Compasso d’oro alla carriera.

Un fatto è certo. Un uomo come lui ci mancherà: basta guardare una delle sue creature, l’Audi R8, per rendersene conto.

 

 

Gabriele Mutti in collaborazione con inaudita.com

Giornalista professionista responsabile del sito di informazione: contagiriblog

 

 

 

 

 

 

 
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