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LE NOVITA’ AUDI AL SALONE DI DETROIT 2016

Da qualche settimana, si sono chiusi i battenti del North American International Auto Show (NAIAS), ossia il Salone di Detroit che ha ospitato i più grandi marchi automobilistici dall’11 al 24 gennaio, registrando circa 7.000 visitatori in più, rispetto allo scorso anno, e dove Audi ha presentato alcune interessanti novità, come l’A4 Allroad quattro.

      

La vettura si presenta con un design rinnovato e accattivante, dalle linee decise e robuste, grazie alla calandra rivista con il tipico look «allroad», al paraurti imponente, ai passaruota pronunciati, ai nuovi ed inediti gruppi ottici anteriori (di serie fari Xenon plus, a richiesta proiettori Matrix led e le frecce sequenziali) e all’assetto rialzato di 23 millimetri, che portano a 34 millimetri di “luce” in più tra fondo e terreno, per affrontare al meglio i diversi percorsi. La nuova Audi A4 allroad quattro monta di serie cerchi in lega leggera da 17 pollici (19 pollici a richiesta), è lunga 4.750 mm, larga 1.842 mm, alta 1.493 mm, mentre il passo è di 2.818 mm e lo spazio è davvero notevole: la capacità del vano bagagli è di 505 litri e può raggiungere i 1.510 litri, abbassando lo schienale del sedile posteriore e caricando fino al tetto. Si può scegliere tra tre tipi di trasmissione: manuale a 6 rapporti, S tronic a 7 rapporti e Tiptronic a 8 rapporti.

Disponibile con sei motorizzazioni (un benzina e cinque diesel), arriverà nelle concessionarie a partire dalla prossima estate, con potenze comprese tra i 150 e i 272 CV della potenziata versione 3.0 TDI, in grado di sviluppare 600 Nm di coppia, garantendo uno scatto da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi ed una velocità massima autolimitata di 250 km/h. Per quanto riguarda le emissioni di CO2, si registrano fino a 21 g/km in meno (2.0 TDI 190 CV).

      

La nuova station wagon a trazione integrale è dotata del sistema Audi drive select (per selezionare tra le modalità di guida comfort, auto, dynamic, efficiency, individual e off-road, per la guida più avventurosa), dei sistemi di assistenza (come l’Adaptive cruise control, con funzione Stop&Go, e il traffic jam assistant) e del nuovo assistente al rimorchio, che facilita le manovre dell’insieme vettura-rimorchio. Importanti optional sono l’Audi virtual cockpit, il sistema di navigazione MMI plus e l’Audi connect con i suoi servizi, su rete veloce LTE.

      

Altri accessori, sono lo sterzo a demoltiplicazione variabile Dynamic Steering, le luci ambientali configurabili tra 30 sfumature e il climatizzatore con comandi touch. Il prezzo di partenza sul mercato tedesco sarà di 44.750 euro.

Un’altra protagonista dello stand Audi, dove il presente affianca il futuro, è stata la h-tron quattro concept, un prototipo decisamente avveniristico, che anticipa gli sviluppi del futuro di gamma dei quattro anelli, in materia di trazione quattro elettrificata, guida autonoma e propulsione a idrogeno.

      

Evidenziato dal colore giallo della carrozzeria, il concept Suv sportivo a cinque porte, capace di coniugare delle evidenti qualità estetiche con quelle aerodinamiche, secondo la Casa di Ingolstadt, viaggia in modalità esclusivamente elettrica, utilizzando l’idrogeno come fonte di energia e la quinta generazione della tecnologia fuel cell, sviluppata dal Gruppo Volkswagen: combina una cella a combustibile con potenza fino a 110 kW (150 CV) ad una batteria agli ioni di litio, in grado di erogare 100 kW supplementari e di accumulare l’energia recuperata in fase di frenata. I due motori elettrici, posti sull’asse anteriore (da 122 CV) e sull’asse posteriore (da 190 CV), permettono la trazione quattro elettrificata, con una potenza complessiva di 312 CV e 560 Nm di coppia, e di passare da 0 a 100 km/h in meno di 7 secondi, raggiungendo una velocità massima di 200 km/h: prestazioni impressionanti per una vettura “green”.

Sotto l’abitacolo ci sono tre serbatoi multistrato che contengono l’idrogeno (prodotto nello stabilimento di Werlte) e che consentono al prototipo di percorrere 600 chilometri con un solo pieno; grazie al tetto a pannelli solari, capace di generare fino a 320 watt, si possono percorrere 1000 km in più all’anno. Nel ciclo Nedc, l’h-tron quattro concept consuma un chilo di idrogeno per 100 km; la ricarica avviene in modo sicuro e richiede circa 4 minuti.

      

      

Il concept è lungo 4,88 metri, largo 1,93 e altro 1,54 e l’abitacolo è spazioso e confortevole per quattro persone, con un bagagliaio da 500 litri. Trattandosi di un “esperimento”, anche gli interni sono futuristici e luminosi e comprendono accessori hi-tech, come i tre display OLED curvi, i comandi gestuali e i tablet Audi, disponibili per i passeggeri posteriori. Inoltre, è presente la tecnologia Piloted driving,dotata di radar, sensori ultrasonici, scanner laser e un nuovo tipo di videocamera. Come già fatto presente in altre occasioni, il cuore della guida pilotata nelle vetture Audi è rappresentato dall’unità di controllo centrale zFAS, che mette a disposizione dei sistemi di assistenza alla guida e al parcheggio una serie di informazioni utili per assumere il controllo della vettura, fino alla velocità di 60 km/h in autostrada. Utilizza delle telecamere al posto degli specchietti retrovisori, per migliorare il coefficiente di resistenza aerodinamica (0,27 cx) e dispone di nuovi gruppi ottici a laser Matrix ea diodi Oled, che indicano la modalità di guida autonoma.

      

      

      

Una novità Audi veramente curiosa, mostrata a Detroit e che ha dell’”extraterrestre”, è l’Audi Lunar Quattro, il rover che andrà sulla Luna, grazie al gruppo di scienziati tedeschi, Part-Time Scientists, sponsorizzati dal famoso marchio tedesco, che ha aderito al Google Lunar XPrize. La competizione, che offre 30 milioni di dollari all'azienda privata che propone il miglior robot per il suolo lunare, ha richiesto un rover per raggiungere il nostro satellite, atterrare in modo sicuro, percorrere 500 metri sulla sua superficie ed inviare immagini in HD alla Terra.

      

34 sono le aziende che hanno accettato la sfida, ma ora ne sono rimaste 16 in gara. Tra queste appunto, i due team, PT Scientists e Audi, che hanno già vinto due premi intermedi (i Milestone Prizes, uno per lo sviluppo del rover ed uno per quello del suo sistema ottico di ripresa, che gli permetterà di scattare video e foto da inviare sulla Terra) e che sono uniti dalla stessa volontà di sfidare le regole e stabilire nuove frontiere, per realizzare il proprio sogno.

Il prototipo a trazione integrale presentato al NAIAS, perfettamente funzionante e capace di muoversi all’interno dell’esposizione per mostrare le sue caratteristiche principali, ha una struttura quasi totalmente realizzata in alluminio e titanio ed è stampato in 3D.

      

La scelta di questi materiali è dovuta al fatto che la composizione del suolo lunare è ricco di alluminio, titanio e magnesio e quindi consentirebbe la creazione di pezzi di ricambio direttamente sulla Luna. Inoltre, si è sviluppata l’idea di “fondere” la superficie lunare, per creare strade (“autobahn“, un’autostrada lunare) percorribili dai robot lunari. "Se si usa la tecnologia giusta si può aprire la strada a una nuova esplorazione" ha spiegato Robert Böhme, CEO di PT Scientists. "Non è solo una questione di esplorazione, ma anche di trovare un vantaggio commerciale per le future missioni". Infatti, l'obiettivo finale del progetto, secondo Böhme, non è vincere l'X Prize, ma raggiungere l'LRV (il Lunar Rover Vehicle lasciato dall’Apollo 17, circa 43 anni fa), che richiederebbe un percorso di 2,3 chilometri dal luogo di atterraggio previsto (quasi cinque volte la distanza necessaria per aggiudicarsi il premio). Lo scopo è quello di vedere come si è mantenuto negli anni in quell’ambiente difficile e ricavare quante più informazioni possibili, per migliorare la scienza dei materiali e capire cosa sia più adatto ad un’esposizione a lungo termine.

      

Audi Lunar Quattro è molto leggero (35 Kg) e tecnologicamente avanzato: mosso da quattro propulsori elettrici, uno per ruota, è alimentato da batterie ad alta efficienza (che si ricaricano sfruttando dei pannelli solari) in grado di resistere alla violenta escursione termica che incontrerà nello spazio. Il design del rover è firmato Audi concept Design Studio di Monaco ed è dotato di due telecamere stereoscopiche e di una scientifica, per esaminare i materiali e documentare l’esplorazione.

Il lancio, a bordo di un razzo russo, avverrà entro la fine del 2017. Dopo aver percorso 384.400 chilometri, impiegando 5 giorni, compirà l’allunaggio nell’Emisfero Nord e sonderà il suolo alla velocità di 3,6 km/h, superando piccoli ostacoli, grazie anche alla capacità delle ruote di ruotare fino a 360° e alla trazione Audi Quattro, che farà evitare delle insabbiature lunari, probabili nell’affrontare dei ripidi pendii. Il rover, infatti, è dotato di un sensore in grado di rilevare eventuale perdita di grip e capace di regolare, di conseguenza, la trazione della ruota che sta perdendo aderenza, consentendo di ridistribuirla alle altre.“La trasmissione Audi quattro è resistente, veloce e assolutamente affidabile. Quando la situazione si fa critica, la trazione integrale permanente viene distribuita a tutte e quattro le ruote per evitare anche la minima perdita di aderenza”, ha affermato Michael Schöffmann, Responsabile per lo Sviluppo della Trasmissione delle vetture Audi e coordinatore del progetto Missione sulla Luna.

Il costo totale, a fine Mission to the Moon, tra produzione, ricerca e viaggio, sarà di 24 milioni di Euro, di cui il 90% derivato da finanziamenti privati: poco se confrontato ai 25,4 miliardi di Dollari, spesi dal programma NASA Apollo.      

… Mai come questa volta, possiamo dire che Audi è letteralmente “all’avanguardia della tecnica”…

 

 

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