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IN AUTOSTRADA CON “JACK”

Nei giorni scorsi, in Germania, un’Audi A7 ha percorso un tratto dell’autostrada che collega Monaco a Berlino. Nulla di strano, se non fosse che a guidarla c’era “Jack”, un conducente che, secondo la Casa di Ingolstadt, “dimostra di avere uno stile di guida interattivo, sicuro ed adeguato alle varie possibili situazioni”.

Jack però non è un uomo, bensì il nomignolo che i tecnici tedeschi hanno dato  all’Audi A7 piloted driving concept, una vettura-laboratorio presentata per la prima volta al CES 2015 (http://www.inaudita.com/item/162-al-ces-con-jack-l-a7-piloted-driving-concept).

      

A distanza di circa un anno, quindi, dopo l’esperienza statunitense, dove aveva percorso 900 km, è tornato a far parlare di sé questo straordinario prototipo in grado di affrontare e gestire autonomamente situazioni complesse, interagendo con gli altri veicoli che ha intorno.

Il concept è stato messo alla prova sull’Autobahn A9, in Baviera, individuata, dal Ministero Federale dei Trasporti, come una sorta di zona “franca”, per testare le capacità di queste auto, nonché i loro sistemi di interazione con altri veicoli e infrastrutture. Infatti, secondo i tecnici Audi, questa autostrada è un banco di prova digitale che offre le caratteristiche ideali per la valutazione e lo sviluppo di future funzionalità di comunicazione, che saranno affrontate con l’amministrazione federale della Baviera, il settore dell’economia e della tecnologia ed il comparto automotive.

Così, attraverso il viaggio del prototipo in completa autonomia e in condizioni di normale circolazione stradale, i tecnici Audi hanno potuto effettuare un “test track” pubblico, per sviluppare l’auto del futuro e le piattaforme V2X (vehicle-to-everything).

Durante il road test, “Jack” ha dimostrato di essere in grado di eseguire autonomamente e “in modo naturale” tutte le manovre di guida necessarie, tenendo conto degli altri utenti della strada: nelle situazioni di immissione in autostrada, in funzione del profilo di guida selezionato, valuta se è il caso di accelerare o rallentare per agevolare il traffico, mantiene un’ampia distanza laterale quando sorpassa gli autocarri e attiva gli indicatori di direzione per segnalare i cambi di corsia, avvicinandosi lentamente alla segnaletica orizzontale presente sulla carreggiata, per poi rientrare nella corsia di competenza, proprio come farebbe il conducente per segnalare le sue intenzioni a chi lo circonda.

      

Altra novità è il sistema di navigazione, in grado di ipotizzare un percorso che preveda il maggior numero possibile di tratti percorribili in modalità guida autonoma.

Tutto ciò grazie alla centralina di controllo dei sistemi di guida detta zFAS (zentrales Fahrerassistenzsteuergerät” o “central driver assistance controller”), che rappresenta il cuore, o meglio il cervello dell’Audi A7 a guida pilotata. Questa centralina è in grado di calcolare in anticipo le manovre imminenti, prevedendo i movimenti degli altri veicoli, attraverso l’utilizzo di processori ad elevate prestazioni, che valutano in tempo reale i segnali provenienti dai sensori laser, ultrasuoni e telecamere, di cui è dotata la vettura, ed elaborano un modello dettagliato dell’ambiente circostante, in termini di traffico e di infrastrutture, con l’obiettivo di garantire maggior sicurezza e comfort per il conducente.

      

Per la guida pilotata in autostrada, infatti, l’infrastruttura svolge un ruolo molto importante. Per questo motivo, i tecnici di Ingolstadt stanno testando anche l’asfalto, i materiali e il design dei paletti indicatori laterali, in modo da ottimizzarne la compatibilità con i radar di bordo; sono allo studio pure appositi cartelli stradali, per consentire la localizzazione precisa del veicolo all’interno delle varie corsie, nonché le soluzioni tecniche atte a migliorare l’affidabilità dei sensori nelle intersezioni e negli svincoli autostradali.
In questo contesto, quindi, il brand dei Quattro Anelli può testare il sistema Car-to-X , ossia la piattaforma wireless che permette lo scambio di informazioni tra la vettura e l’ambiente circostante, come ad esempio semafori, pannelli a messaggistica variabile, incroci o passaggio a livello, e i database delle smart city. Tutte informazioni che serviranno per evitare incidenti, ad utilizzare immediatamente la corsia di emergenza (ove consentito temporaneamente) e che, in un prossimo futuro, potranno essere trasmesse all’auto in modo digitale, supportando così il flusso stradale. La Casa di Ingolstadt, infatti, sta definendo e testando alcune specifiche del futuro standard di comunicazione 5G.

      

      

Il tutto per aumentare la sicurezza e diminuire i consumi, fornendo agli automobilisti quante più informazioni possibili, avvisi di pericolo inclusi. A tal proposito, anche il sistema Car-to-car compie un passo avanti e rende possibile lo scambio di informazioni tra le auto che percorrono gli stessi tratti, comunicando in tempo reale incidenti e punti pericolosi, così da adeguare in modo automatico anche la velocità delle vetture a guida pilotata.

Inoltre, per la guida autonoma nei percorsi urbani, dove si trovano gli scenari più complessi, Audi sta studiando e  sviluppando il progetto “First Mile”,  in un altro banco di prova nei pressi della nuova uscita autostradale di Ingolstadt-Süd. Qui, a partire dal 2017, verranno testate infrastrutture, come i diversi tipi di cordoli di marciapiedi, e soluzioni tecniche, come incroci dotati di sensori, che permetteranno alle auto di muoversi in maggior sicurezza.

La sperimentazione vera e propria inizierà nel 2018.

      

Con “Jack”, che grazie al concentrato di altissima tecnologia, ha dimostrato di essere dotata di responsabilità sociale e di avere una guida decisamente interattiva, sicura e adeguata alle varie situazioni, il brand tedesco ha fatto grandissimi progressi nella guida autonoma. Ma non dimentichiamo che tale sistema ha debuttato nel 2009 a bordo della TTS lanciata sulla “Salt Flats” di Boneville, ribattezzata Shelley per l’impresa alla Pikes Peak International Hill Climb, sulle Montagne Rocciose. Successivamente è stata la volta di Bobby, la RS 7 Sportback di Hockenheim, e Robby, altra RS 7.

Il prossimo anno, invece, la tecnologia piloted driving debutterà sulla nuova A8, dotata di un traffic-jam pilot, che le permetterà di guidare in autonomia fino a 60 km/h. Tale step sancirà la fine della sperimentazione, dopo di che si entrerà nella fase commerciale, in attesa delle normative che dovranno regolarne l’uso, come ha affermato Fabrizio Longo, direttore Audi Italia dal 2013: “Da quel momento si entrerà nella fase commerciale. Però qui ci fermiamo perché la tecnologia c’è ma manca l’ambiente dove farla circolare, strade attrezzate e infrastrutture”.

Intanto, grazie ai test, Audi è già riuscita ad inserire, sui modelli A4 e Q7, alcune tecnologie di serie legate alla guida pilotata, come la funzione per la guida assistita nella marcia in colonna. Ma l’obiettivo dei Quattro Anelli, stando a quanto riportato da Rupert Stadle, è di raggiungere la completa autonomia entro il 2025, anno in cui prevedono l’introduzione della auto a guida autonoma vere e proprie.

Tale tecnologia rappresenta oramai il presente e il futuro dell’automotive ed Audi lo ha ben compreso con la sua A7 piloted driving, la punta di diamante della Casa di Ingolstadt verso il futuro dell’auto.

 

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