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AUDI E MICHELIN: SPOT AL SUPER BOWL 2017

Domenica 5 febbraio c’è stato uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di football americano: il 51° Super Bowl, ossia la finale del campionato della National Football League (NFL) tra New England Patriots e Atlanta Falcons, disputata all’Nrg Stadium di Houston, nel Texas, dove si è conteso il celebre trofeo creato da Tiffany.

Con circa 114 milioni di spettatori in media, il Super Bowl è molto più di un evento sportivo: è anche una vetrina di dimensioni inimmaginabili, per le aziende che riescono a conquistare uno spazio pubblicitario. Infatti, secondo un sondaggio dell’agenzia Prosper Insight & Analytics, il 17,7% del pubblico considera i commercial la parte più importante dello show.

Per questo, come sempre, non ci si limita a raccontare solo della partita (quest’anno vinta all’overtime dai New England Patriots), ma si parla altresì di tutto ciò che c’è stato intorno e in mezzo, cioè lo spettacolo dell’intervallo (l’Halftime Show che ha visto protagonista la popstar italoamericana Lady Gaga), e gli spot pubblicitari (trasmessi su Fox Tv). Difatti, questa è anche una bella occasione per gli amanti della pubblicità di alto livello, poiché le aziende investono cifre notevoli, per realizzare degli intervalli promozionali, che in realtà sono dei piccoli film, da proiettare prima, durante e dopo la messa in onda del match.

Così, da diversi anni, le principali società di fama mondiale fanno a gara per creare lo spot più originale, brillante, divertente e “virale”, ossia più cliccato sui social network. Per ciò, sono disposte a pagare fino a 5 milioni di dollari per 30 secondi di proiezione, considerata l’opportunità dell’anno per mettersi in mostra, ma anche per entrare nella storia della cultura popolare americana e non solo.

L’integrazione e le discriminazioni etniche o di genere sono stati i temi delle pubblicità di diverse aziende, altre invece hanno puntato sul divertimento, piuttosto che sulla presenza di attori e celebrity (come Peter Fonda), che prestano il loro volto come testimonial.

Ma tra le 18 partecipanti, hanno avuto risalto gli spot di Michelin e di Audi, quest’ultima presente al Super Bowl per la nona volta.

Per l’azienda leader nel settore pneumatici, la messa in onda del suo video spot durante il grande evento sportivo ha segnato un cambiamento importante nella strategia di marketing. “Michelin sta compiendo il passaggio dal mondo animato del Bibendum a scenari del mondo reale in cui l’omino Michelin appare come cameo”, commenta Andrew Meurer, vice-direttore marketing per i pneumatici autovettura di Michelin North America. “Questa strategia mira a equilibrare il messaggio che Michelin fornisce pneumatici dal rendimento superiore con una migliore consapevolezza dei consumatori sull’importanza dei loro pneumatici nella vita di tutti i giorni. Michelin permette agli automobilisti di “esserci” per i propri cari nei momenti di vero bisogno”.

La pubblicità, intitolata “I need you”, è stata girata a Città del Capo, Parigi e Guangzhou ed ha coinvolto diverse etnie e culture: un giovane padre, una madre e un’amica che interrompono improvvisamente i loro programmi per essere con i propri cari in un momento particolare. I protagonisti a bordo delle loro auto contano sugli pneumatici Michelin per arrivare a destinazione in modo sicuro.

Lo spot è stato prodotto dalla sede di New York di TBWA\Chiat\Day, diretto dal team di Anna Sanilands e Ewan McNicol, ed ha per colonna sonora la canzone Stay Alive di Josè Gonzàles.

Trenta secondi di filmato in cui Michelin tocca le corde del nostro cuore, mostrandoci la fragilità della vita umana.

L’altra pubblicità, considerata da molti una delle più belle, più riuscite e più emozionanti è quella di Audi, che punta l’attenzione sulle pari opportunità, in particolare per quanto riguarda l'equità dei compensi tra uomo e donna.

Per l’occasione la Casa di Ingolstadt pubblicizza la nuova S5 Sportback, sottolineando come il continuo progresso sia universale e vada oltre il genere. Il “progresso è per tutti” e lo dimostra lo spot che racconta una corsa di soap box car (macchinine di legno senza motore, con solo freno a mano) tra bambini, con la presenza di un’unica ragazzina, impegnata a dimostrare di essere all’altezza dei suoi rivali.

Daughter”, questo il titolo del video spot di un minuto, rivolge un messaggio agli uomini, puntando al loro punto debole: le figlie.

Infatti, durante la gara vinta dalla ragazzina, il padre guarda la figlia e pensa alle ingiustizie che potrebbero attenderla nella vita per il solo fatto di essere nata donna. Si chiede se sia giusto dirle che sarà valutata meno di un uomo, o pagata meno di un uomo, o che suo padre valga più di sua madre. Vorrebbe spiegarle che nonostante le sue capacità, il suo impegno, la sua educazione e la sua intelligenza, sarà considerata meno degli uomini, verrà sempre discriminata, come è successo alle donne della sua famiglia… ma, alla fine, decide di non farlo e si domanda se, invece, non si possa fare qualcosa per dare a sua figlia e a tutte le donne un futuro diverso e più giusto: il progresso non appartiene ad alcun gruppo, il progresso è per tutti!

Il progresso è in ogni nostra decisione, in ogni tecnologia che si inventa, in ogni veicolo che si  costruisce. E’ il nostro passato, il nostro futuro, la nostra ragione di esistere.

Il vicepresidente di Audi USA, Loren Angelo, ha così commentato: “Dalle luci al led alla tecnologia delle Audi quattro, il progresso è il cuore di quello che facciamo. Siamo un marchio che guarda oltre, verso il futuro, così come la prossima generazione dei nostri clienti”.

Per la parità di genere, la Casa dei Quattro Anelli creerà nel 2017 un programma di borse di studio in partnership con l’America Film Institute, da destinare al 50% ad aspiranti registe donne. 

E proprio questo spot, realizzato dall’agenzia Venables Bell & Partners, di San Francisco, è stato diretto da Aoife McArdle, una donna con grande esperienza di video di successo, che ha dichiarato: “È ovvio che dovremmo essere in grado di non fare differenze tra uomini e donne sul lavoro. Trovo meritevole l'impegno di Audi in questo senso e spero che altre aziende della stessa caratura trovino il coraggio di scendere in campo seguendone l'esempio”.

Sono spot che andrebbero mandati in loop 24 ore su 24, affinché in pochi secondi facciano ragionare molte persone. Dovrebbero far comprendere quanto sia importante essere presente per i propri cari e come i genitori possano influire sul futuro e il successo dei proprio figli, in particolare le figlie, a cui va insegnato a non essere mai sottovalutate, ad essere libere e a pretendere la parità, specie nel mondo del lavoro: “equal pay for equal work”. 

Probabilmente per qualcuno  si è esagerati e troppo condizionati dal consumismo, come ha criticato lo scrittore Stephen King in un suo tweet (“Siamo completamente drogati di consumismo”), ma non possiamo certo ignorare il fatto che, specie in questa occasione, la pubblicità serve soprattutto a veicolare un messaggio forte all’intera umanità.

 

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Commenti  

0 #11 86Vickie 2017-08-03 00:26
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