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924, LA PORSCHE CON MOTORE AUDI

La 924 nacque da un progetto comune a Volkswagen, Audi e Porsche. Poi ci credette solo quest'ultima, ma il motore rimase Audi...

Lo sapete che un motore Audi ha costituito la base per un modello Porsche di successo? I semi di quella che sarebbe diventata la Porsche 924 furono piantati nel 1970, quando Rudolf Leiding succedette a Kurt Lotz al vertice di una Volkswagen a pezzi. Il costruttore tedesco aveva disperatamente bisogno di una famiglia di modelli a motore anteriore con raffreddamento ad acqua, e Leiding voleva che l’erede del coupé-spider Volkswagen-Porsche 914, con il suo caratteristico motore posteriore-centrale, fosse il capofila.

Il progetto EA425 – un modello inedito progettato dalla Porsche per conto della Volkswagen – giunse a compimento dopo una gestazione difficile, dovuta soprattutto alla necessità di utilizzare al massimo delle componenti Volkswagen- Audi.

Per quanto riguarda il motore, praticamente non c’era alternativa: il 1984 cm3 prescelto altro non era che il vecchio 4 cilindri DKW-Audi progettato da Daimler-Benz, nella sua versione ad albero a camme in testa. Un propulsore che aveva trovato posto sotto il cofano dell’Audi 100, ma anche sotto quello del furgone Volkswagen LT!  E la EA425 avrebbe inaugurato la sua versione a iniezione.

Quando la Volkswagen, anche per l’incombente crisi energetica, rinunciò al progetto nel 1973, la Porsche acquisì i diritti di produzione e diede vita due anni più tardi alla 924. Abbagliato dall’aerodinamica, Harm Lagaay le diede una silhouette senza tempo e piena di charme. I suoi paraurti integrati e il lunotto di forma avvolgente le conferirono un Cx (coefficiente aerodinamico di penetrazione) di 0,35, un valore di tutto rispetto. Anche per questo poteva oltrepassare i 190 km/h pur disponendo solo di 125 cavalli. La relativa banalità dal punto di vista tecnico del suo 4 cilindri in linea era compensata dal cambioTransaxle al retrotreno. Un colpo di genio che aveva permesso alla Porsche di ottenere una ripartizione ideale delle masse.

Come poi avvenne, le attitudini della 924 le avrebbero permesso di sopportare potenze largamente superiori a quella del 2 litri “base”. Le sue sospensioni, largamente ispirate a quelle della Golf e del Maggiolino, le garantivano un comportamento equilibrato. Ma il suo motore si rivelerà rumoroso e poco vigoroso. Una dimostrazione viene dai 9,6 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h. Tuttavia la base era promettente. Nel 1979 apparve la 924 Turbo (Type 931/932) che rimediava a molti dei difetti della versione originale e segnava l’avvento di una autentica sportiva nella sua gamma.

La migliore della stirpe nacque dalla volontà della Porsche di vedere la 924 cimentarsi alla 24 Ore di Le Mans. Per rientrare nelle normative del Gruppo 4, almeno 400 esemplari dovevano essere costruiti e omologati su strada nel giro di un anno. Questo fu l’atto di nascita della 924 Carrera GT (Type 937/938), lanciata all’inizio del 1980 sull’onda di un prototipo esposto l’anno prima al Salone di Francoforte. Un modello decisamente al passo con i tempi, contemporaneo dell’Audi Quattro e della Renault 5 Turbo a motore centrale. Tutte e tre inauguravano l’era della sovralimentazione con il turbocompressore nelle competizioni e davano vita nel contempo a versioni stradali stupefacenti. Delle tre, la Porsche era la più impressionante, e non solo perché si era rivelata più veloce della 911…

 

Gabriele Mutti in collaborazione con inaudita.com

Giornalista professionista responsabile del sito di informazione: contagiriblog

 
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